Vacanze spirituali in Italia: come e perchè isolarsi dal mondo

Riscopriamo il cammino verso la nostra anima, perché l'unica via d'uscita è all'interno. Ritiro di sensazione spirituale con o senza l'uso di risorse ancestrali.

Vacanze spirituali in Italia:

La Via Francigena le tappe più belle a piedi, in bici e in auto: itinerari francigeni, mappe, dove dormire, menù del pellegrino
Il desiderio di fuggire dallo stress, dal traffico, dai rumori del mondo, e di immergersi in ambienti fatti di meditazione e silenzio, spesso incorniciati da veri paradisi naturali.
Un soggiorno, fatto di tranquillità, pace e pasti morigerati, si può intrecciare alle attività di preghiera e di approfondimento organizzate dai monaci.
Ritiro meditazione: una nuova sensazione di benessere grazie a una maggior consapevolezza di sé stessi e al distacco da pensieri negativi.

La meditazione riesce a riallineare il corpo e la mente, ridurre i livelli di stress e donare serenità interiore, con un forte impatto positivo sulla vita di tutti i giorni.

I monasteri buddhisti in Italia sono numerosi, perché forte è il desiderio degli immigrati asiatici di preservare la propria identità e ugualmente forte è il desiderio di tanti italiani - buddhisti e non - di partecipare ai ritiri monastici e di fare meditazione
I Ritiri e Vacanze Yoga sono una pausa di benessere e relax per approfondire le pratiche yoga, meditazione, spiritualità.
 

 

 

Vacanze spirituali in Italia:come e perchè isolarsi dal mondo

Luoghi di spiritualità, eremi laici, centri di yoga e meditazione orientale. In Toscana, Umbria e Marche l’accoglienza ispirata alla meditazione e al silenzio è diventata un patrimonio e uno stile di vita.

Né squilli del telefono, né internet o notifiche di e-mail, quindi, disturbano la quiete di chi desidera ritirarsi in questi luoghi per riposare, riflettere, trovare la pace e cercare risposte alle grandi domande: chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo.

 

Complice l’emergenza sanitaria, negli ultimi anni molti hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze rimanendo in Italia.

 

In generale si scelgono, per le vacanze in Italia, vacanze statiche, nelle quali si rimane nello stesso luogo per tutto il tempo di villeggiatura.

Vacanze in Italia: la via Francigena come fare lo zaino

via francigena a piedi consigli

Quanto devono essere lunghe le tappe?

Al momento di programmare il cammino, due sono gli aspetti da valutare: il livello di allenamento e la voglia o meno di visitare i borghi che si incontrano lungo il percorso. Il nostro gruppo era piuttosto allenato, e così abbiamo optato per una tabella di marcia che prevedeva di coprire 25-30 km giornalieri. Tutto bene per la prima settimana. Gli ultimi giorni – anche a causa dell’effetto accumulo – sono stati un po’ faticosi. E sono spuntate le prime vesciche sui piedi.

Che media si riesce a tenere quando si cammina sulla Via Francigena? Sicuramente non quella a cui siamo abituati quando camminiamo in città o nei parchi urbani. Tra salite, discese, soste acqua, pipì, fotografie… alla fine per coprire 30 km ci vuole una giornata intera. E quando si arriva alla meta, non c’è nè il tempo nè la voglia per dedicarsi alle visite turistiche. 

Quindi se l’obiettivo non è solo quello di godersi i panorami, ma anche di visitare chiese e pievi, meglio non superare i 15 km giornalieri. Si avrà così il tempo di fare una doccia, rilassarsi e fare anche una passeggiata nei borghi medievali attraversati dal percorso. 
Via Francigena a piedi consigli
Radicofani.
Segnaletica e manutenzione sentieri

Molti mi hanno chiesto: ma dove si cammina lungo la Francigena? La bella sorpresa è che il percorso è per la maggior parte su sterrato: sentieri e strade bianche che a tratti corrono paralleli alle provinciali, a tratti se ne distaccano tagliando per campi e boschi. Il problema è la segnaletica, che non sempre è adeguata (soprattutto nella parte del Lazio). Va bene, noi abbiamo fatto il cammino contromano e quindi la cosa è risultata ancora più difficile. Ma solo una volta arrivati in Toscana abbiamo cominciato a raccapezzarci davvero.

Meglio scaricare sullo Smartphone le mappe del percorso prima di partire. E in caso di dubbio, chiedere. C’è sempre qualcuno che passa di lì o abita nei casolari lungo la strada. 

Anche per quanto riguarda la manutenzione dei sentieri, la Toscana vince sul Lazio. Nella tratta da Sutri a Vetralla, ci siamo addirittura trovati a dover guadare due torrenti, perchè i ponticelli che li attraversavano erano crollati. Per non parlare dei rifiuti abbandonati lungo la strada: bottiglie di plastica, sacchetti di spazzatura, parti di automobile che ci hanno accompagnato fino a Viterbo.
via francigena a piedi consigli
Un panorama in Val d’Orcia.
Cosa mettere nello zaino

Uno degli argomenti più dibattuti dal nostro gruppo prima della partenza, è stato cosa mettere nello zaino per affrontare un cammino di quasi 300 km a piedi. Il meno possibile, ovviamente. Anche perché gli indumenti possono essere lavati lungo la strada. Non solo a mano, ma anche nelle numerose lavanderie a gettone che si trovano in ogni paesino. Con una spesa di pochi euro, si può lavare e asciugare tutto (scarpe comprese).

Bastano quindi due o tre T-shirt; un paio di calzoni lunghi da trekking e un paio di calzoni corti; una felpa pesante; un poncho impermeabile (sotto cui riparare anche lo zaino in caso di pioggia); un paio di scarpe da cammino e un altro da riposo; ciabatte di gomma per non prendere micosi ai piedi quando si fa la doccia; crema da sole; un accappatoio in microfibra (leggero e poco ingombrante); una borraccia per l’acqua; qualche barretta da tenere con sè in caso di emergenza se non si trovano rifornimenti; il sacco lenzuolo da usare quando l’alloggio non mette a disposizione biancheria da letto; un cappellino; salviette umide; un coltellino; la borsa da toelette.







 

 

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