Le strade che ci riportano a casa

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Tutto ha inizio a Gerusalemme, davanti al Muro del Pianto, dove un bambino di sei anni affida alle fessure della pietra millenaria un desiderio semplice e profondo: avere un cane per non sentirsi più solo, non avendo un fratello con cui giocare. Quello che sembrava solo il gesto tenero di un bambino si trasforma, attraverso una serie di incredibili e inspiegabili coincidenze, in realtà. È così che Ciuffo – un cucciolo dal pelo nerissimo e con un minuscolo ciuffo bianco sul petto – entra a far parte della famiglia Cecchi, stravolgendone le abitudini e conquistando il cuore di tutti.

Per anni Ciuffo è il compagno allegro e fiero di ogni avventura, sempre pronto a viaggiare in auto, in scooter o persino sul vecchio trattore di famiglia. Ma il legame tra l'autore e il suo cane è destinato a rivelarsi ben più profondo di una semplice amicizia tra uomo e animale.

La vita mette bruscamente la famiglia alla prova: la madre scompare all'improvviso, lasciando un vuoto incolmabile e il compito doloroso di assistere il padre novantatreenne, che sta scivolando inesorabilmente nel tunnel dell'Alzheimer. Inizia così un periodo estenuante per l'autore, fatto di continui e solitari viaggi lunghi cinquecento chilometri per prendersi cura del genitore malato. In questo limbo di dolore, fatica fisica e smarrimento psicologico, Ciuffo diventa una bussola emotiva e un pilastro silenzioso. Non solo sostiene l'autore nei momenti di profonda solitudine, ma riesce persino a scalfire la corazza distaccata del nonno malato, accompagnandolo con straordinaria empatia e delicatezza fino al suo ultimo respiro.

Attraverso il racconto di episodi chiave – come la volta in cui Ciuffo viene dimenticato in un distributore di benzina e tenta di salire solo su auto bianche simili a quella della sua famiglia, la drammatica perdita di un occhio a causa di un'aggressione, o la terribile notte passata al gelo in un bosco di montagna dopo una fuga d'istinto – emerge il ritratto di un cane dotato di una resilienza e di una sensibilità quasi umane.

Oggi che Ciuffo è anziano e il tempo ha iniziato a rallentare il suo passo, l'autore si trova ad affrontare la paura più grande: l'inevitabile momento dell'addio. Eppure, guardando indietro, scopre che la storia di Ciuffo non è semplicemente quella di un animale domestico, ma la cronaca di due anime che si sono salvate a vicenda. Perché se ogni volta che Ciuffo si perdeva nei campi trovava sempre la strada per tornare, nei momenti più bui era lui a prendere per zampa il suo padrone e a riportarlo "a casa" – intesa come pace ritrovata, speranza e forza di non arrendersi mai.


 

© Giovanni Cecchi ·
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